La storia di un sogno
“Sono innamorato della mia terra, della sua storia e dei suoi sapori che mi piace portare nei piatti, perché gli ospiti provino un’emozione e sentano quanto amore c’è nell’attaccamento alle mie radici”.
“Le persone sanno che qui trovano tutto ciò che di buono e di bello può offrire la nostra meravigliosa isola, non solo nel piatto.”
Salvatore
“La mia memoria è piena di ricordi speciali che mi riportano indietro nel tempo e richiamano le cose semplici e autentiche della mia famiglia.
Come quando da bambino andavo con mio nonno Calogero a mungere le mucche e a seminare il grano di tumminia.
Faceva freddo perchè si seminava a febbraio e le nostre montagne erano ancora ricoperte di neve. Poi a giugno, nel pieno dell’estate, accompagnati dal canto delle cicale, si raccoglieva il grano, quel grano antico, più digeribile, dall’alto valore proteico e basso contenuto glicemico che oggi si sta riscoprendo e che utilizzo spesso per le mie preparazioni.
Infatti, nella scelta delle materie prime, accuratamente selezionate, cerco un legame con le cose buone del passato.
Sono innamorato della mia terra, della sua storia e dei suoi sapori che mi piace portare nei piatti, perché gli ospiti provino un’emozione e sentano quanto amore c’è nell’attaccamento alle mie radici”.
Carola
“Questa è la nostra promessa. Questo lo facciamo per noi.”
È così che Salvo mi ha rassicurata, la mattina che sono arrivate le ruspe per iniziare i lavori di ampliamento della struttura superiore.
Mi sono innamorata della sua concretezza, della sua voglia di creare e di guardare avanti, restando con i piedi ben saldi a terra. Mi ha letteralmente presa per la gola e, ancora oggi, quando ha in testa un piatto, lo prova, lo gustiamo e lo studiamo insieme fino a quando non raggiunge la perfezione e può entrare nel menu.
A La Falda mi occupo della contabilità, della gestione del personale, dell’accoglienza e degli eventi. E, quando serve, mi piace stare in cucina, dare una mano anche a lavare i piatti.
Adoro stare con le persone che vengono al ristorante anche perché trovano un ambiente caldo, accogliente. Per noi la relazione con il cliente è fondamentale, è un atto d’amore.
La prima volta che ho visto Salvo, lui saliva velocemente sulla strada verso la chiesa e io scendevo con la mia auto, ci si siamo dovuti fermare perchè quel punto è molto stretto, avrei voluto rimproverarlo perchè stava andando troppo forte. Invece mi sono innamorata della sua energia e l’ho seguito fino a qui, fino a realizzare la nostra promessa.
Massimo
“Salvo e io siamo cugini ed entrambi siamo cresciuti con un forte attaccamento alla famiglia e alle tradizioni.
Da bambino trascorrevo giornate intere con mio nonno, lo aiutavo durante la vendemmia e lo seguivo cavalcando un asinello quando era tempo di raccogliere le olive.
A 12 anni ho iniziato a lavorare al bar del paese che era diventato famoso per il gelato alla nocciola, una delle eccellenze di questa zona della Sicilia.
Ho sempre dato molta importanza al lavoro, per i miei coetanei era un sacrificio, per me, invece, era già un valore prezioso che mi permetteva di crescere e di essere autonomo.
Il senso della responsabilità è radicato nella nostra famiglia, tanto quanto l’ospitalità.
“Devi sorridere sempre e la vita ti sorriderà” ci dicevano i nonni.
Ed è così che, insieme a Carola e Salvatore, accogliamo gli ospiti del ristorante e ci rende orgogliosi vederli tornare.
Le persone sanno che qui trovano tutto ciò che di buono e di bello può offrire la nostra meravigliosa isola, non solo nel piatto.”


